Alcune brevi riflessioni sul delicato rapporto tra maternità e lavoro |Il contributo scientifico, professionale e personale che Telema ha scelto di dare nella settimana dedicata alla lotta alla violenza sulle donne

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Il tempo del successo e quello della maternità: discontinuità lavorativa, variabili psicologiche e organizzative| Riccardo Giorgio Zuffo, Professore di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e Direttore scientifico di Telema

in Bombelli, M.C. & Cuomo S. (Etas, 2003) Il tempo al femminile. Lavoro, flessibilità e differenze di genere, pp. 205-230

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Il delicato rapporto tra maternità e lavoro è il tema affrontato nel saggio scritto da Riccardo Giorgio Zuffo, AD di Telema e professore di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, dal titolo Il tempo del successo e quello della maternità: discontinuità lavorativa, variabili psicologiche e organizzative

Questo il contributo scientifico, professionale, personale e crediamo attuale, che Telema ha scelto di dare nella settimana dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne

Il tema è, inoltre, ripreso in alcune riflessioni e suggestioni dalla dottoressa Sharon Dentali, psicologa e psicoterapeuta e responsabile dell’area Servizi Psicologici di Telema

(sharon.dentali@telemainternational.com ; servizipsicologici@telemainternational.com)

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Riccardo Giorgio Zuffo: futuro e lavoro, quale scenario? | di Cecilia Cantadore

ARTICOLO – INTERVISTA

Riccardo Giorgio Zuffo: futuro e lavoro, quale scenario? | intervista di Cecilia Cantadore a Riccardo Giorgio Zuffo, AD e Direttore scientifico di Telema

Uscita su MomentoFinanza  il 10 novembre 2020

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Il mondo del lavoro sta cambiando velocemente. In Italia la crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19 ha colpito tutte le categorie. Il dibattito legato al blocco dei licenziamenti è acceso, si discute della necessità di prolungarlo o meno, e fino a quando. Sono preoccupanti le stime sull’occupazione, mentre allo stesso tempo mancano competenze specifiche in alcuni settori in crescita. Quale scenario si prospetta per il mondo del lavoro? Quali saranno le conseguenze della pandemia? MomentoFinanza.it ha intervistato Riccardo Giorgio Zuffo, Professore di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni in diverse università italiane: Università degli Studi di Milano-Bicocca, la Cattolica di Milano, la G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, nonché Amministratore Delegato di Telema, società che opera nella selezione e nell’Executive Search e in altri servizi di assessement e di coaching.

Qual è il macro-scenario economico e sociale in cui si inserisce la crisi provocata dalla pandemia?

Le evoluzioni tecniche e i processi tecnologici in atto sono il fattore chiave per capire i cambiamenti in corso nel mondo del lavoro. Stiamo vivendo un macro-processo in rapida evoluzione che ovviamente induce e indurrà cambiamenti socio-ambientali consistenti. Come noto le innovazioni tecniche influenzano profondamente e cambiano gli assetti sociali e gli aspetti specifici che rimandano al lavoro. Pensiamo alle grandi innovazioni del passato nella chimica, nella siderurgia, nella meccanica che, dallo sviluppo del big business delle ferrovie, hanno cambiato la quotidianità, le città e nello specifico le condizioni lavorative. L‘industrializzazione portò i lavoratori americani a ridurre l’orario da 60 a 48 ore alla settimana (cioè 8 ore per sei giorni), e poi a 40 ore. È un processo che si ripete: alla fine dell’Ottocento un collaboratore che lavorava 60 ore passava a lavorarne 40, allora il problema si risolse riducendo l’orario e stabilizzandolo.

Questi passaggi si protrassero per alcuni decenni dalla prima volta nell’Illinois nel 1867, e poi nei decenni successivi e infine ancora decenni dopo, per arrivare all’attuale assetto ormai spesso formale delle 40 ore settimanali.

Quindi la storia si ripete?

Il sistema giuridico e normativo è di solito più “lento” dell’evoluzione tecnica. È un processo che si ripete non linearmente e quindi la consapevolezza sociale, del sistema politico e dello stesso mondo imprenditoriale e sindacale diventano i veri fattori vincenti necessari. Oggi la situazione “si risolve” destrutturando l’organizzazione tradizionale del lavoro. Ecco che mentre viene mantenuta la sacralità formale delle 40 ore in tanti settori fioriscono le partite IVA, i freelance, i lavoratori autonomi, le “nuove professionalità” a cui il sistema sociale non garantisce le vecchie dimensioni protettive, in una giungla sempre meno razionalizzabile. Siamo in una condizione dove l’evoluzione delle tecniche genera “scarti”, molti non saranno più necessari al sistema e molte persone verranno progressivamente emarginate. L’evoluzione tecnologica riduce l’occupazione ed in questo macro-scenario di fondo si inserisce l’arrivo della pandemia da Covid-19.

Lavorare meno, lavorare tutti”, è questa la soluzione?

Lavorare meno, lavorare il più possibile tutti significa, nel contesto attuale, guadagnare meno. Forse solo così si può reggere l’equilibrio. Quando però questo avviene in modo non regolato, con le partite IVA e il lavoro nero, le persone senza tutele e il sistema, in una situazione emergenziale come quella attuale, rischiano di barcollare profondamente.

Quali saranno le conseguenze della pandemia sul mondo del lavoro?

Da un lato, il Covid-19 favorisce un’evoluzione tecnologica diffusa: accelera il processo di digitalizzazione di tante realtà come il cosiddetto smart working. Dall’altro lato, accelera il processo di morte di settori maturi e obsoleti, dove però allo stesso tempo, paradossalmente, vengono finanziate attività e categorie di lavori destinati a sparire. Siamo nel “limbo in questo caso doloroso” di un passaggio tecnologico in corso. Nel quale subentra il Covid-19 che, da una parte accelera il cambiamento, dall’altra lo attenua. Per ora in Italia è come se avessimo “messo una mascherina” e, a livello occupazionale, non abbiamo ancora visto gli effetti concreti della pandemia.

Che probabilmente saranno più evidenti quando cadrà il divieto di licenziare per le imprese. I licenziamenti daranno la possibilità alle aziende di liberarsi delle professionalità che oggi servono meno. Scaricando sulla comunità “l’inefficienza”. Con costi sociali molto alti, la collettività dovrà farsi carico di chi avrà perso il lavoro.

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Berlino, Vienna e gli altri: quelli che ci provano | di Nicola Borzi

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Della serie …. “a volte ritornano”!

Proprio qualche mese fa, all’interno del nostro ciclo di incontri webinar dedicati al tema de “Il Coraggio e la Paura”, abbiamo approfondito il primo esempio di ricerca che valutasse gli effetti economici, sociali, culturali e famigliari della disoccupazione sulle persone: il Caso Marientahl!

Ed eccolo qui, citato nell’articolo a firma di Nicola Borzi, pubblicato il 3 novembre su “Il Fatto”, in cui si racconta il primo esperimento al mondo che trasforma in realtà la garanzia di lavoro universale in un piccolo paese austriaco vicino a Vienna e sovvenzionato dal Governo austriaco, proprio come fu per Marienthal…

Ci fa piacere proporvi l’articolo, certamente interessante… e per ogni ulteriore approfondimento non perdetevi il nostro webinar!

Berlino, Vienna e gli altri: quelli che ci provano | di  

uscito su “Il Fatto Quotidiano” il 3 novembre 2020

SENZA LAVORO 16 MILIONI DI EUROPEI. ESPERIMENTI. L’AUSTRIA ORA TESTERÀ LA “GARANZIA OCCUPAZIONALE” SU 150 DISOCCUPATI CRONICI

La pandemia ha fatto diventare realtà la garanzia di lavoro universale a Gramatneusiedl, un Comune di 3mila abitanti 30 chilometri a sudest di Vienna. Il primo esperimento mondiale di questa forma di reddito universale, ideato dagli economisti dell’Università di Oxford e pagato dall’Ente austriaco per l’occupazione, coinvolgerà 150 disoccupati di lungo periodo ai quali offrirà un impiego triennale nell’assistenza, giardinaggio, edilizia pubblica. Dopo un corso preparatorio di due mesi, i partecipanti potranno scegliere un lavoro sovvenzionato nel settore privato o crearne uno basato sulle loro competenze. Il progetto costerà 7,4 milioni, per un assegno annuo di 29.841 euro in linea con i 30mila di quello di disoccupazione. Gramatneusiedl non è stata scelta a caso: negli anni 30 del secolo scorso la chiusura dell’unica fabbrica tessile sprofondò il locale quartiere operaio di Marienthal nella disoccupazione. leggi l’articolo completo

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#Telema-ti-aiuta!

NOVITA’ – NEWS

Telema ha deciso di promuovere un nuovo servizio per sostenere aziende e persone nel fronteggiare questa emergenza che ha cambiato in modo così significativo la nostra quotidianità professionale e personale.
Il servizio #Telema-ti-aiuta!  realizza percorsi di sostegno psicologico (e non solo!) in modalità on-line che potrebbero essere di interesse nel vostro contesto lavorativo.

Accanto al servizio rivolto alle aziende, abbiamo attivato un analogo servizio anche per i consumers che, privatamente e in modo del tutto personale e “sganciato” dall’azienda, decidessero di intraprendere un percorso di sostegno.

Per informazioni potete contattarci al numero 02-5992121 o scriverci a servizipsicologici@telemainternational.com

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Le Potenzialità dei social nella selezione dei candidati: come cambiano i processi di recruiting

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Le potenzialità dei social nella selezione dei candidati: come cambiano i processi di recruiting | Riccardo Giorgio Zuffo, AD e Direttore scientifico di Telema

Uscito su Digital4 il 21 novembre 2019 e su Costozero il 14 febbraio 2020

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LinkedIn, Facebook, Whatsapp e Instagram stanno rivoluzionando alcune regole del rapporto tra la domanda e l’offerta di lavoro, mostrando come i social abbiano grandi potenzialità nei processi di selezione.

Comunque, gli effetti all’interno delle aziende si riflettono non solo sul recruiting, sul ruolo del management e, quando esiste, sul dipartimento delle HR.

Riprendiamo alcuni concetti espressi nella prefazione del volume “Talent and Executive Search: il Processo di Selezione”, relativamente ai social. La diffusione di smartphone, il basso investimento necessario per la creazione delle app e l’attitudine delle persone a rimanere sempre connesse, sono gli elementi che Larry Downes, ricercatore all’Università del Michigan, e Paul F. Nunes del centro di ricerca di Accenture indicano come principali responsabili del fenomeno della Big-Bang disruption. Un cambiamento, quello teorizzato, che può pervadere qualsiasi attività, richiedendone una riorganizzazione, alla luce delle potenzialità offerte dalle tecnologie digitali.

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Convegno

EVENTO PASSATO

Convegno : COUNSELING e COACHING:
Contesti organizzativi, analisi della domanda, competenze distintive dello psicologo

Dipartimento di psicologia, Università degli Studi di Milano-Bicocca

Maggio 2019

Un tema caldo e complesso, un dibattito attivo all’interno di comunità professionali e scientifiche, nazionali e internazionali, è relativo ai servizi consulenziali (quali coaching e counseling). Oggi l’offerta è fortemente articolata, non sempre di alta qualità, talvolta autocertificata. Ci sembra opportuno proporre occasioni di riflessione seria e ponderata a studenti, a operatori di settore e alle aziende, al fine di garantire lo sviluppo di modelli sempre più connotati da rigore scientifico, pratiche eccellenti ed efficaci e livelli alti di qualità globale, preziosi per le persone, le aziende e le istituzioni.

Sono intervenuti Pier Giovanni Bresciani, Emanuela Bricolo, Elisabetta Camussi, Sharon Dentali, Andrea Orlandini, Stefano Salina, Guido Sarchielli, Stefano Tragni, Luca Vecchio, Riccardo G. Zuffo

Clicca qui per approfondire l’argomento!

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Scientificità e cultura aziendale. Riflessioni sull’evoluzione delle competenze e dei ruoli professionali

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Scientificità e cultura aziendale. Riflessioni sull’evoluzione delle competenze e dei ruoli professionali | Riccardo Giorgio Zuffo, AD e Direttore scientifico di Telema

Uscito sulla rivista AIDP – Direzione del Personale di giugno 2018

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Celentano divideva il mondo tra le cose rock, quelle veloci, e quelle che non lo erano. Parlare di come cambiano le competenze richiede di ragionare su cosa avviene in due mondi differenti fra loro (anche per velocità) ma interconnessi: la società e l’azienda. La società rimanda non solo al mercato del lavoro ma anche alle istituzioni, come la scuola, l’università, la politica.

Questo primo mondo dovrebbe fornire supporto alla transizione verso l’organizzazione e il lavoro 4.0. Il mondo delle aziende, invece, è investito dalle grandi incertezze delle sfide poste dalla quarta rivoluzione industriale. È un mondo velocissimo e così rock che mi ricorda il meraviglioso film di Sydney Pollack Non si uccidono così anche i cavalli. È necessario trovare un equilibrio tra il poco e il troppo rock; sapendo che è il rock che ci salverà. Sapendo però che i cavalli, le persone, non possono morire. E anche le aziende, se possibile, non dovrebbero morire

Clicca qui per l’articolo completo.

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Evoluzione delle competenze e dei ruoli professionali: scientificità e cultura aziendale

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Evoluzione delle competenze e dei ruoli professionali: scientificità e cultura aziendale | Riccardo Giorgio Zuffo, AD e Direttore scientifico di Telema

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Siamo nel mezzo di un guado, per cui parlare di come cambiano le competenze richiede di ragionare su cosa avviene in due mondi differenti e fra loro interconnessi: la società e l’azienda. La società rimanda non solo al mercato del lavoro ma anche ad istituzionicome la scuola, l’università, l’organizzazione ed il lavoro 4.0. Il secondo mondo, quello delle aziende, sta affrontando, spesso con grandi incertezze le sfide poste dalla “quarta rivoluzione industriale”. Vediamo le cose una alla volta per poi ricavarne alcune importanti implicazioni.

Hegel, competenze, ruoli professionali e tre riflessioni incrociate

Hegel nella “Prefazione della Fenomenologia dello Spirito”, pagine ostiche e difficili, propone una metafora finalmente chiara ecomprensibile: “la notte in cui tutte le vacche sono nere”. L’espressione acquisita poi dal senso comune assume che, se il buio è troppo profondo, le specificità del colore e delle differenze delle singole vacche viene perdutaperché tutti gli animali sembrano ugualmente neri. Da qui parte la nostra riflessione su “cosa sta cambiando o come si stanno trasformando i bisogni di competenze e di ruoli professionali nelle aziende”.

Clicca qui per l’articolo completo.

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Convegno

EVENTO PASSATO

Convegno : “Il futuro del lavoro e il ruolo dei sindacati”

Una indagine sul sindacato di fronte alle sfide delle trasformazioni del lavoro contemporaneo | a cura di L. Ferrari, M. Miglioretti, L. Vecchio, R. G. Zuffo

Dipartimento di psicologia, Università degli Studi di Milano-Bicocca

Novembre 2017

Il gruppo di psicologi del lavoro e delle organizzazioni del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha organizzato la quarta giornata di studio “Dario Romano”.

È un incontro ormai ricorrente (siamo, appunto, alla quarta edizione) che ogni anno, a partire dalle aree di ricerca di Dario Romano[*] e dai suoi interessi scientifici, intende mettere a tema argomenti attuali e sfidanti le discipline psicologiche che si occupano di lavoro e organizzazione.

Quest’anno il tema scelto riguarda le trasformazioni del lavoro e il sindacato.

Leggi tutto “Convegno”

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