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La Galleria
ripropone i contributi, notizie e articoli già pubblicati
nella sessione
What’s
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nel quale invece si potranno trovare periodicamente i nuovi
interventi.
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Anno VII° / Numero 10.4 / NOVEMBRE-DICEMBRE 2008
Francesco Bubba
L’Esplosione dell’Uomo nel Mondo
Telema per l’Arte ha promosso, nel novembre del 2007, una performance dell’artista Francesco Bubba denominata “L’esplosione dell’Uomo nel Mondo”. L’evento è stato allestito nella Piazza d’Armi della Fortezza Priamar concessa per l’occasione dal Comune di Savona. Il filmato che proponiamo ne è la testimonianza. Per questa occasione l’artista ha creato, in esclusiva per Telema per l’Arte, duecento piatti in ceramica (cm 30 di diametro) che riprendono il tema della performance.
Francesco Bubba, artista originario di Savona, inizia la propria carriera artistica studiando e disegnando decorazioni pavimentali. In seguito, nella tradizione dei suoi luoghi d’origine e con la frequentazione di alcuni laboratori di Albissola, nasce la sua passione per la ceramica. Nelle sue opere è inoltre coglibile un’influenza della Pop Art e dell’Action-Painting.
Talvolta gli artisti anticipano gli eventi. Il tema della performance, ideata con noi lo scorso anno e realizzata in una limpida mattina di novembre, sembra aver anticipato le difficoltà di oggi. La sensazione che volevamo trasmettere era di incertezza, però in un mondo anche colorato. Questa intuizione trova oggi riscontro più preciso nella “crisi” che stiamo vivendo. Nella nostra intenzione, voleva anche esserci un segno di positività e vitalità di un uomo che cerca di ricomporsi e di tenersi perché comunque nel mondo c’è ancora il colore. L’opera è un piccolo uomo che cade nello spazio senza più riferimenti tangibili su uno sfondo bianco e ricco di smalti colorati.
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Anno VII° / Numero 10.3 / OTTOBRE 2008
Massimiliano Santoro
Nuovi schermi di formazione
Proponiamo alcuni contributi di Massimiliano Santoro estratti in parte a) dal volume “Nuovi schemi di formazione” di D’Incerti D., Santoro M., Varchetta G. edito da Guerini Associati nel 2000 e poi nel 2007, con una parte del primo capitolo ed una scheda sul tema del coaching; b) una riflessione su “Come utilizzare il cinema senza essere utilizzati - I vestiti nuovi dell’imperatore - nei contesti di formazione”. E’ un primo incontro con il cinema e l’uso del film nella formazione manageriale.
Massimiliano Santoro è antropologo e consulente di organizzazione, Ph.D all’EHESS di Parigi. Formatore e libero professionista, è docente presso le principali Business School, aziende e università italiane ed europee, dove tiene seminari per esempio sul potere, la cultura aziendale… ed un sapiente nell’utilizzo di metodologie didattiche innovative come il cinema e la fotografia….
Il cinema e il film hanno rappresentato storicamente uno strumento, una situazione, di grande stimolo, seduzione, interesse. Già Hugo Muenstemberg, il padre fondatore della psicologia del lavoro, ne aveva scritto nel 1915 un interessantissimo pamphlet sugli effetti psicologici dello spettatore; Cesare Musatti, Cohen-Seat, Padre Agostino Gemelli ed i loro allievi se ne sono occupati per molti e molti anni in un Centro di Ricerca a Milano sul piano scientifico-psicologico e con un approccio interdisciplinare con i sociologi, i semiologi, gli psicanalisti. Il Cinema ed il film – la situazione filmica - dicevano è come il sogno: ripropone una dimensione per molti versi analoga ad esso e questa è la fondamentale ragione per cui è potente, penetrante, emozionale, suggestivo.
Il volume di Varchetta & C. citato sopra è un esempio di buona letteratura manageriale italiana. Ripropone senza enfasi, ma con grande attenzione, da un lato una serie di temi classici della formazione manageriale associandoli con possibili utilizzi di materiale filmico, dall’altro riprende i grandi film e suggerisce alcune note per il formatore. Il libro ha avuto un meritato successo e l’editore lo ha giustamente riproposto.
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Anno VII° / Numero 10.2 / SETTEMBRE 2008
Harrington Emerson
P-O fit e selezione: sapere scientifico e sapere professionale, ancora una difficile conciliazione
Proponiamo in questo numero il working paper presentato da Riccardo G. Zuffo durante il seminario “Il reclutamento e la selezione: fattori critici di successo tra mercato, cultura aziendale, identità personali”, tenutosi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano il 26 novembre 2007 ed al quale hanno partecipato i Direttori Risorse Umane di La Rinascente, Ikea Italia e Kpmg Spa. Si tratta di una riflessione sulla complessità della valutazione dei candidati nel processo di selezione, pubblicata sui Quaderni del Corso di Laurea in Economia e Gestione Aziendale, Gestione delle Imprese del Terziario e dei Servizi Commerciali (n.9 – giugno 2008).
Riccardo G. Zuffo insegna Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti, è inoltre docente a contratto di Psicologia del Lavoro presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ partner fondatore di Telema.
Per molti decenni l’attività di selezione del personale si è riferita sostanzialmente alla diagnosi della persona, ad una misurazione del gap tra il candidato ed il “profilo ideale” di riferimento; l’attenzione si concentrava quindi sul rapporto tra individuo e posizione lavorativa. Gli attuali e profondi cambiamenti delle organizzazioni nella loro funzionalità, nei rapporti con il contesto esterno, nei processi organizzativi e finanziari complessi come fusioni, acquisizioni o downsizing, rendono sempre più necessaria una diagnosi multilivello che comprenda, oltre alla compatibilità con la posizione lavorativa (P-J fit, Person-Job fit), una serie di altre compatibilità con il gruppo di lavoro, i capi, i colleghi, i contesti micro e macro organizzativi, e più in generale, la compatibilità dell’individuo e dei suoi valori con l’organizzazione e la sua cultura.
Il P-O fit (Person-Organizazion fit), appare quindi il frame fondamentale all’interno del quale i diversi livelli di diagnosi devono trovare una adeguata configurazione teorica ed applicativa.
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Anno VII° / Numero 10.1 / LUGLIO 2008
Harrington Emerson
The Twelve Principles of Efficiency
Pubblichiamo in questo numero introduzione e prefazione del volume di Harrington Emerson (1913) Twelve Principles of Efficiency. Si tratta di uno dei più importanti volumi della storia del management. Emerson, coevo di Frederick W. Taylor, è stato uno dei maggiori guru consultant e teorizzatori dei sistemi di efficienza introdotti in quegli anni nelle più importanti imprese americane dell’epoca. Prossimamente presenteremo uno o due capitoli del volume.
Harrington Emerson (1853-1931) In qualità di consulente, ha lavorato per centinaia di organizzazioni, sia negli Stati Uniti che all’estero. Importante è stato il suo contributo all’industria ferroviaria.
In un’epoca di forte crescita industriale, dello sviluppo della produzione e dei consumi di massa, aumenta l’intesse verso lo studio e l’intervento sui processi produttivi. L’obiettivo, in un ottica di perseguimento della “one best way”, è quello di ricercare la massima efficienza all’interno di ogni processo organizzativo.
Il volume di Emerson, un classico per certi versi ancora attuale, definisce un modello ed un approccio basato su dodici principi (riferiti sia al rapporto tra individuo e organizzazione –disciplina, competenza…-, sia ai processi produttivi –pianificazione accurata, standardizzazione…-), principi che stanno alla base dell’efficienza industriale. E’ una lettura piacevole, che offre spunti ancora oggi di grande interesse ed attualità.
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Anno VII° / Numero 09.6 / GIUGNO 2008
Riccardo G. Zuffo
La fiducia nei processi di ristrutturazione e downsizing (work in progress)
Pubblichiamo in questo numero un saggio, tra il divulgativo e la rigorosa documentazione scientifica, sul costrutto della fiducia. Il contributo vuole cogliere, all’interno di contesti organizzativi sollecitati, la complessità del sistema relazionale tra lavoratore, top, e middle management.
Riccardo G. Zuffo insegna Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti. E’ partner fondatore di Telema.
I passaggi verso una società ed un sistema produttivo flessibile, liquido, insicuro, hanno indotto gli psicologi del lavoro e gli studiosi di management ad affrontare paradigmi e temi oggi di particolare interesse per le organizzazioni. La fiducia (trust) - la sua perdita, e la necessità di ritrovarla – è uno dei più recenti oggetti di ricerca scientifica, sollecitata e richiesta peraltro da quello stesso mondo delle multinazionali che ne hanno spesso pregiudicato le condizioni essenziali della sua continuità.
Gli studi si sono sviluppati prevalentemente negli Stati Uniti, laddove i continui processi di fusione, acquisizione e downsizing hanno evidenziato come la perdita di fiducia nel management sia correlata al commitment, alla cittadinanza organizzativa, al turn over, al sistema delle performance. Questo saggio vuole offrire una prima riflessione sulla dinamiche dei soggetti coinvolti, e le brevi storie iniziali rappresentano alcune delle metafore possibili.
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Anno VII° / Numero 09.5 / MAGGIO 2008
Pietro Rizzi
Domande/risposte
Dopo aver pubblicato, nel mese di aprile, Indice e Quarto Capitolo del volume di Pietro Rizzi A colloquio (Raffaello Cortina, 2004), proponiamo in questo numero l’Ottavo Capitolo (Domande/risposte), in cui l’autore, partendo sempre della sua esperienza in ambito clinico, presenta un’analisi delle due fasi che, alternandosi, danno vita al colloquio.
Pietro Rizzi, psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, è stato professore associato di Psicologia dinamica alla Facoltà di Psicologia dell'Università di Milano-Bicocca. È docente di Psicologia del colloquio clinico nell'ambito di scuole di specializzazione universitarie. I suoi interessi sono rivolti al colloquio clinico, alle teorie cliniche e ai modelli psicoterapeutici e psicoanalitici, nonché ai metodi osservativi nella ricerca psicologica.
Domanda e risposta, parola ed ascolto. Sono questi i due momenti fondamentali su cui si costruisce un colloquio, sia esso utilizzato in contesti clinici o in contesti organizzativi. L’obiettivo del colloquio è infatti lo scambio di informazioni, necessarie per costruire una conoscenza utile alla diagnosi ed all’azione. Attraverso le domande, l’intervistatore si avvicina alla soggettività dell’intervistato, alle sue rappresentazioni del mondo interno ed esterno, del suo passato e del suo futuro. Elementi che emergono grazie alle risposte dell’intervistato, risposte che aprono la strada a nuove domande, le quali permettono, attraverso un processo di selezione dei contenuti, una progressiva messa a fuoco dell’obiettivo del colloquio.
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Anno VII° / Numero 09.4 / APRILE 2008
Pietro Rizzi
Ascolto
Pubblichiamo in questo numero Indice e Quarto Capitolo Ascolto (Allegato 1) del volume di Pietro Rizzi A colloquio, edito da Raffaello Cortina nel 2004. Si tratta di opera rivolta a chi lavora in ambito psicologico-clinico, ma che offre interessanti spunti di riflessione a tutti i professionisti inseriti in contesti organizzativi caratterizzati da elevate complessità. Pubblichiamo inoltre una breve introduzione dell’autore (Allegato 2) scritta per l’occasione. Presenteremo prossimamente anche l’Ottavo Capitolo del volume (Domande/risposte).
Pietro Rizzi, psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, è stato professore associato di Psicologia dinamica alla Facoltà di Psicologia dell'Università di Milano-Bicocca. È docente di Psicologia del colloquio clinico nell'ambito di scuole di specializzazione universitarie. I suoi interessi sono rivolti al colloquio clinico, alle teorie cliniche e ai modelli psicoterapeutici e psicoanalitici, nonché ai metodi osservativi nella ricerca psicologica.
In ambito clinico, come anche in contesti sociali ed organizzativi, è presente una forte tendenza ad “oggettivizzare” e rendere misurabile e prevedibile qualsiasi aspetto o comportamento di individui e gruppi. Attraverso test strutturati e strumenti di classificazione, si cerca quindi di inserire atteggiamenti, motivazioni, comportamenti all’interno di categorie ben definite e per questo “rassicuranti”.
Il colloquio, al contrario, è lo strumento in cui avviene l’incontro di due soggettività, in cui l’incertezza, le emozioni, e tutto ciò che emerge di nuovo e che sfuggirebbe a strumenti di misura oggettivi diventa una risorsa da esplorare piuttosto che un impedimento all’accumulo di dati. Condizione necessaria perché questo avvenga è l’ascolto, inteso come totale apertura verso l’interlocutore, come attenzione non solo alle parole della persona, ma anche alla persona che vuole comunicare.
Allegato 1: Introduzione e 4° Capitolo del volume "A colloquio" (pp 47-57)
Allegato 2: Introduzione Autore
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Anno VII° / Numero 09.3 / MARZO 2008
Daniel Ofman
Qualità autentiche
Pubblichiamo in questo numero il secondo contributo (il primo è stato pubblicato nel novembre 2007) sulla qualità universitaria. Il testo presenta una rassegna delle ricerche condotte nell'ambito della Student Learning Perspective, una prospettiva che ha come oggetto di interesse la comprensione del sistema di percezioni dello studente e del contesto di apprendimento.
Riccardo G. Zuffo insegna Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti. E’ partner fondatore di Telema.
Massimiliano Barattucci, psicologo e psicoterapeuta, è dottorando di ricerca presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti.
L’interesse delle aziende per questa tematica deriva dalla possibilità di valutare meglio le risorse in fase di selezione, anche alla luce delle concrete situazioni di apprendimento e di qualità percepita dagli studenti nelle loro università, superando “l’effetto moda” di qualche marketing universitario. La SLP è stata sviluppata nei contesti anglosassoni (in particolare ad Oxford) e in altri paesi del nord Europa. Oggi, attraverso le metodologie sviluppate da questi modelli, vengono monitorate moltissime università, e da essi sono derivati gli strumenti in uso nei contesti universitari pressoché di tutto il mondo.
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Anno VII° / Numero 09.2 / FEBBRAIO 2008
Riccardo G. Zuffo, Massimiliano Barattucci
I modelli dell’apprendimento accademico della Student Learning Perspective
Pubblichiamo in questo numero il secondo contributo (il primo è stato pubblicato nel novembre 2007) sulla qualità universitaria. Il testo presenta una rassegna delle ricerche condotte nell'ambito della Student Learning Perspective, una prospettiva che ha come oggetto di interesse la comprensione del sistema di percezioni dello studente e del contesto di apprendimento.
Riccardo G. Zuffo insegna Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti. E’ partner fondatore di Telema.
Massimiliano Barattucci, psicologo e psicoterapeuta, è dottorando di ricerca presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti.
L’interesse delle aziende per questa tematica deriva dalla possibilità di valutare meglio le risorse in fase di selezione, anche alla luce delle concrete situazioni di apprendimento e di qualità percepita dagli studenti nelle loro università, superando “l’effetto moda” di qualche marketing universitario. La SLP è stata sviluppata nei contesti anglosassoni (in particolare ad Oxford) e in altri paesi del nord Europa. Oggi, attraverso le metodologie sviluppate da questi modelli, vengono monitorate moltissime università, e da essi sono derivati gli strumenti in uso nei contesti universitari pressoché di tutto il mondo.
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Anno VII° / Numero 09.1 / Gennaio 2008
Serafino Balduzzi
Ricordando
Bicocca
Pubblichiamo uno
scritto di Serafino Balduzzi. Gli abbiamo chiesto di proporci alcuni
tratti autobiografici sul suo lavoro in Pirelli, nello specifico la
chiusura dello stabilimento di Bicocca. In precedenza è stata pubblicata
un’altra sua testimonianza (“La Selezione di Stato” –numero 06.03,
ottobre 2006-).
Serafino
Balduzzi ha ricoperto i ruoli di Direttore del personale e
Consigliere di amministrazione di Industrie Pirelli; è stato infine
Direttore delle Relazioni Industriali del Gruppo Pirelli a livello
world wide.
Bicocca per i più
giovani non rappresenta nulla; per alcuni un’università milanese dove
una volta c’era la Pirelli… È troppo poco. Bicocca ha rappresentato la
realtà operaia di Milano, quella più profonda e storica, ma anche il
segno della deindustrializzazione italiana, in un asse a nord della
città che avrebbe visto di lì a poco anche la chiusura della Breda e dei
grandi insediamenti siderurgici di Falck. Bicocca è stato lo
stabilimento dove tre mila operai producevano pneumatici: quelli grandi
per i camion, quelli per le vetture e quelli ad alte prestazioni per i
rally. E’ stato anche il paradigma della fine di un’epoca -l’industrializzazione
di massa- e l’inizio di un’altra: l’architetto Gregotti riconcepisce un
pezzo di città che diventa laboratori scientifici, teatro, università…
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Anno VI° / Numero 08.5 / DICEMBRE
2007
Germana Rossi Ruffini
Fascino
Il Tavolo di Piero
propone usualmente in dicembre un’ occasione di comunicazione che
rimanda all'arte piuttosto che agli abituali temi di psicologia del
lavoro o di cultura manageriale. In questo caso sono proposte le
immagini di un'opera commissionata da Telema per l'Arte a Germana Rossi
Ruffini: 50 mattonelle (cm 20 x 20) di pezzi unici che ripropongono
l'immagine femminile; sono "abiti spogliati" dalla fisicità, l’immagine
di una femminilità vuota e quasi senza tempo.
Il tema su cui si è
lavorato è il Fascino. Se la seduzione è un’attività intenzionale
per renderci attraenti e desiderabili, in un mondo di apparenze fugaci e
di illusioni a termine, il fascino è invece un modo di essere. E'
l’identità profonda e la storia delle persone. E’ stile e intelligenza
che informa di sé la quotidianità; stile e intelligenza che si fanno
metodo, ricerca, lavoro. Il fascino, però, è anche un’attribuzione, è la
nostra fantasia che costruisce simboli, immagini, qualità… Il fascino è
allora illusione?
La moda, il made in
Italy, il lavorare utilizzando criteri di qualità sono la sfida continua
a cui un sistema imprenditoriale…
Germana Rossi
Ruffini vive in Liguria dove ha partecipato a diverse mostre ed
esposizioni, utilizzando materiali diversi e spaziando tra la
lavorazione della terra e le creazioni in argento e pietre dure.
Dagli anni Ottanta ha approfondito la conoscenza della ceramica. In
questo caso ha utilizzato la tecnica Raku, tecnica messa a punto nel
Giappone del sedicesimo secolo che prevede una doppia cottura e un
violento shock termico nel momento dell’estrazione dal forno dei
pezzi ancora roventi. Solo alcune argille resistono a questo
repentino passaggio da un calore intenso ad un forte raffreddamento.
L’effetto finale è quello di colori lucidi e vetrosi su materiale
ruvido.
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Anno VI°/ Numero 08. 4/ NOVEMBRE
2007
Riccardo
G. Zuffo, Massimiliano Barattucci, Alessandro Di Bari
"L’ evoluzione storica del modello di Biggs e della Student Approach to Learning"
Pubblichiamo in questo numero il primo di alcuni contributi
sulla qualità dell’insegnamento universitario. Il testo presenta una
rassegna di ricerche in grado di descrivere il contesto ed il modello
denominato Student Approach to Learning (SAL), sviluppato da
Biggs, psicologo e professore di Scienze della Formazione che ha operato
in diverse università del mondo anglosassone ed oggi ad Hong-kong.
Riccardo G. Zuffo
insegna Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso la Facoltà
di Psicologia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti. E’ partner
fondatore di Telema.
Massimiliano
Barattucci, psicologo e psicoterapeuta, è dottorando di ricerca presso
la Facoltà di Psicologia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti.
Alessandro Di Bari,
psicologo, si è laureato con una tesi specialistica relativa allo stesso
modello di Biggs.
Il successo di un
paese dipende dalla qualità dell’istruzione che questo riesce ad
esprimere, dalla propria capacità di sviluppare sistemi educativi
integrati di alto livello scientifico ed in grado di soddisfare i
diversi soggetti (studenti, docenti, ricercatori, sistemi istituzionali
ed economici…). Il ruolo centrale
dell’università è sempre più
dimostrato essere fattore di successo ed elemento distintivo della
capacità di un paese di garantire innovazione e generare valore.
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Anno VI°/ Numero 08. 3/ OTTOBRE
2007
Stefania Resta
"L’ individuo senza
soggetto: letteratura e lavoro postmoderno"
Pubblichiamo in questo numero un lavoro di Stefania Resta,
nel quale l’autrice sviluppa una riflessione circa l’utilità e la
spendibilità della letteratura narrativa nell’approccio ai temi
organizzativi. Viene proposta un’analisi di Mister Squishy, il
primo degli otto racconti inclusi in Oblio di David Foster
Wallace (Enaudi, 2004), da cui derivano alcune considerazioni sulla
rappresentazione del lavoro postmoderno.
Stefania Resta,
giovane psicologa e ricercatrice torinese, svolge attualmente la libera
professione nell’ambito della consulenza e della formazione aziendale.
La precedente laurea in Lettere Moderne la porta ad interessarsi al
rapporto tra letteratura e lavoro, tema di ricerca che sta sviluppando
in questi ultimi anni.
Entrare nelle
organizzazioni passando attraverso l’individuo, attraverso i pensieri e
le emozioni di chi le vede, di chi le vive.
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Anno VI°/ Numero 08. 2/ SETTEMBRE
2007
Manuela Franco, Laura Tappatà
"Mente che pensa o
mente che sente: l’intelligenza socio-emotiva"
Per gentile concessione delle autrici e dell’editore,
proponiamo in questo numero l’introduzione ed il primo capitolo del
volume Intelligenza socio-emotiva scritto da Manuela
Franco e Laura Tappatà (Carocci, marzo 2007). Pubblichiamo inoltre un
breve testo in cui le autrici presentano il lavoro.
Manuela Franco,
psicologa del lavoro e delle organizzazioni, esperta in mediazione dei
conflitti e consulente nell’ambito delle risorse umane, collabora con la
cattedra di Psicologia della personalità della facoltà di Psicologia
dell’Università Cattolica di Milano.
Laura Tappatà insegna
Psicologia generale presso il corso di laurea in Scienze della
formazione primaria della facoltà di Scienze della formazione
dell’Università Cattolica, sede di Milano e Brescia. Collabora con la
cattedra di Psicologia della personalità della facoltà di Psicologia
della stessa università.
“Pensare” e
“sentire”, intelletto ed emozioni. Lo studio della mente, in occidente,
ha visto svilupparsi nei secoli la concezione della superiorità del
primo sulle seconde. L’idea di Intelligenza socio-emotiva può essere
quindi vista, secondo le autrici, come un compromesso: l’equilibrio
fra testa e cuore è considerato necessario per realizzare un buon
adattamento alla realtà e un migliore funzionamento nella vita di tutti
i giorni (pag. 7).
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Anno VI° / Numero 08.1 / LUGLIO 2007
Sandro Sartor
"Le Relazioni Aziendali"
Dopo aver pubblicato, nel mese di Maggio, prefazione e
postfazione di
Uomini e lavoro
alla Olivetti (Bruno Mondadori, 2005), proponiamo una
delle numerose interviste curate da Roberta Garruccio. E’ la
testimonianza di Sandro Sartor, uno dei protagonisti nella gestione
delle risorse umane nell’Olivetti di Adriano, che racconta la sua
esperienza ventennale all’interno dell’azienda.
Sandro Sartor,
laureato in Scienze Politiche a Firenze, è stato assunto in Olivetti nel
1961. Si è occupato prima di selezione, poi di gestione dei ricercatori
e delle realtà produttive. Nel 1981, dopo l’entrata di De Benedetti, è
stato chiamato da Pietro Barilla alla Direzione delle Risorse Umane del
Gruppo di Parma, dove è rimasto fino al 1994.
In Olivetti dal 1961
al 1981. Vent’anni di selezione e gestione del personale narrati da chi
selezionava la genialità creativa di “ingegneri poco ingegneri” (pag.
138) per fare una meccanica di inventori di marchingegni. Persone
flessibili, curiose, intelligenti e creative, capaci di porsi la domanda
“Si fa così? Bene. Ma perché non si può fare anche cosà?” (pag. 133). Ma
anche vent’anni di chi ha vissuto il passaggio epocale dalla meccanica
all’elettronica, passaggio che ha rappresentato una svolta decisiva e
traumatica nella storia dell’azienda di Ivrea.
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Anno vI°
/ Numero 07.6
/GIUGNO 2007
Riccardo G. Zuffo
"Il fordismo e la nascita del welfare"
Proponiamo in questo numero il capitolo IV del volume
Taylor - Le origini dello Scientific Management di Riccardo
G. Zuffo, ed. Cortina, Milano, 2004.
Riccardo G. Zuffo insegna Psicologia del
Lavoro e delle Organizzazioni presso la Facoltà di Psicologia
dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti. E’ inoltre docente di
Psicologia del Lavoro presso la Facoltà di Economia dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ partner di Telema dalla sua
fondazione.
Paradossalmente, il taylorismo di Taylor muore quando nasce il fordismo
di Ford
(Zuffo, pag. 203). L’idealismo etico del padre dello “Scientific
Management”, che auspicava una conciliazione tra capitale e lavoro, un
equilibrio tra macchine ed operai, si frantuma contro il pragmatismo di
Henry Ford, la cui organizzazione del lavoro, “interiorizzata” dalla
tecnologia, ha come scopo ultimo quello di garantire alla propria
impresa efficienza e vantaggio competitivo.
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Anno vI° / Numero 07.5
/MAGGIO 2007
Roberta Garruccio,
Giulio Sapelli
"Uomini e lavoro alla Olivetti"
Per gentile concessione dell’editore, proponiamo la
prefazione e la postfazione del volume Uomini e lavoro alla
Olivetti di Francesco Novara, Renato Rozzi e Roberta Garruccio
(a cura di), pubblicato da Bruno Mondadori nel 2005. La prefazione è
scritta da Roberta Garruccio, la postfazione da Giulio Sapelli. Nei
prossimi numeri verranno proposti alcuni brani tratti dal volume.
Roberta Garruccio è ricercatore di Storia economica presso
il Dipartimento di Scienze della storia e della documentazione storica
dell’Università degli Studi di Milano
Giulio Sapelli è docente di Storia economica e di Analisi
culturale dei processi organizzativi presso l’Università degli Studi di
Milano
Un volume su e per
Adriano Olivetti e l’Olivetti, attraverso le voci e la narrazione dei
protagonisti di una epopea industriale che aveva illuminato le fabbriche
e guardato in faccia chi vi lavorava. Un libro di memorie, ma anche un
libro rigoroso da un punto di vista metodologico e della struttura
teorica sottesa. Un lavoro di Novara e di Rozzi, accademici importanti
della psicologia del lavoro in Italia e animatori storici del
Laboratorio di Psicologia dell’Olivetti.
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Anno vI° / Numero 07.4
/APRILE 2007
Cesare Kaneklin, Silvio Ripamonti
"Psicologo del lavoro: tra vecchia e nuova professionalità"
Per gentile concessione degli autori, proponiamo un
contributo di Cesare Kaneklin e Silvio Ripamonti, tratto dal volume
Professioni psicologiche e professionalizzazione della psicologia
di A. Claudio Bosio (a cura di), pubblicato dalle Edizioni Franco Angeli
nel 2004.
Cesare Kaneklin è professore ordinario di Psicosociologia
clinica dei gruppi e delle organizzazioni e di Psicologia della
formazione e dell’intervento organizzativo presso la Facoltà di
Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
E’, inoltre, socio dello Studio APS (Analisi
PsicoSociologica di Milano).
Silvio Ripamonti è ricercatore di Psicologia applicata
presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro
Cuore di Milano.
Il contributo prende
spunto dai risultati di una ricerca del Professor A. Claudio Bosio,
promossa dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia, relativa allo
stato attuale ed alle possibili prospettive lavorative delle professioni
psicologiche nell’ambito della regione. Gli autori sottolineano come le
maggiori dinamicità ed instabilità dei contesti sociali ed economici e
le relative incertezze che caratterizzano i contesti organizzativi si
riflettano in un progressivo mutamento del ruolo dello psicologo del
lavoro.
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ANNO
VI° / NUMERO 07.3 / MARZO 2007
Giuseppe Scaratti
"I saperi che servono: verso nuove
professionalità tra produzione e riproduzione di conoscenza, di G. Scaratti."
Per gentile concessione dell’autore e dell’editore
pubblichiamo questo saggio, tratto da “La Formazione Universitaria”, di
Kaneklin, Bruno e Scaratti pubblicato da Carocci Editore nel 2006.
Giuseppe Scaratti è
Professore Straordinario di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni
presso l’Università Cattolica di Milano.
Al suo saggio,
ripreso dal volume, Scaratti ha anteposto alcune pagine finalizzate
all’opportunità di capire il senso del libro nel suo complesso. La
centralità del contributo “Una sfida per la formazione dello
psicologo del lavoro e delle organizzazioni” è quella di
evidenziare, nel rapporto scuola-lavoro, come i contesti organizzativi
siano luoghi della conoscenza “tacita” e come il sapere disciplinare ed
il sapere pratico insieme costituiscano la principale opportunità di
sviluppo dei sistemi sociali complessi.
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Anno vI° / Numero 07.2
/
FEBBRAIO 2007
Piergiorgio Argentero
"Gli atteggiamenti verso il lavoro temporaneo: un confronto tra soggetti
disoccupati e lavoratori interinali,
di Piergiorgio Argentero"
Per gentile concessione dell’autore e dei
curatori pubblichiamo questo studio, tratto da Luigi Ferrari ed Ornella
Veglio (a cura di), Donne e Uomini nel mercato del lavoro atipico,
Franco Angeli Editore, Milano, 2006., Pp 19-40.
Piergiorgio Argentero è Professore Associato di Psicologia del Lavoro e
delle Organizzazioni presso l’Università di Pavia e per molti anni ha
operato
presso Pharos - ente di selezione,
consulenza e ricerca del gruppo FIAT.
Dopo il contributo di Zuffo e Kaneklin sulle origini della Job
Insecurity pubblicato a gennaio, riprendiamo un altro capitolo tratto
dallo stesso libro curato da Ferrari e Veglio. Il volume, che nasce
dallo sforzo comune tra psicologi accademici di sei università ed
esperti sindacali e professionali, fornisce una panoramica sulle
implicazioni psicologiche e sociali del lavoro temporaneo.
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Anno vI° / Numero 07.1
/
GENNAIO 2007
Riccardo G. Zuffo e Cesare Kaneklin
“Alle origini dello
studio sulla Job Insecurity e sui Survivors: i modelli di Greenhalgh e
Brockner”
Tratto
da Luigi Ferrari ed Ornella Veglio (a cura di), Donne
e Uomini
nel mercato del lavoro atipico, Franco Angeli
Editore,
Milano, 2006., Pp 137-172.
Riccardo
G. Zuffo insegna Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso
la Facoltà di Psicologia
dell’Università Gabriele
D’Annunzio di Chieti. E’ inoltre docente di
Psicologia del Lavoro
presso la Facoltà di Economia
dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ partner di Telema
dalla sua
fondazione.
Cesare
Kaneklin è professore ordinario di Psicosociologia
clinica dei gruppi e delle organizzazioni e di psicologia della
formazione e dell’intervento organizzativo presso la
facoltà
di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro
Cuore di
Milano.
E’,
inoltre, socio dello Studio APS (Analisi PsicoSociologica di Milano).
Dall’inizio
degli anni Ottanta la Job Insecurity si è configurata anche
come costrutto psicologico. Nel contributo che vi proponiamo gli
autori ne riprendono le origini illustrandone i due principali
modelli esplicativi: quello di Greenhalgh e Rosenblatt (1984) e
quello di Brockner (1988).
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Anno v° / Numero 06.5
/ DICEMBRE 2006
Francesca Alfano Miglietti
“Virus Moda”
Questo mese il
Tavolo di Piero recupera un aspetto, negli ultimi tempi un pò
trascurato, del rapporto tra arte ed impresa come importante
fattore culturale dello sviluppo economico. La critica d’arte Fam
(acronimo di Francesca Alfano Miglietti) con “Virus” ha fatto
convivere e sviluppato sulla stessa rivista arte e moda e “ha
indicato la moda come uno dei luoghi privilegiati della ibridazione
e della contaminazione tra linguaggi”( pag. 14 del volume).
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Anno v° / Numero 06.4
/ NOVEMBRE 2006
Dario Romano
“L’Organizzazione Silenziosa: Azione e Significato”
In
questo numero presentiamo, per gentile concessione
dell’autore, un contributo tratto dal volume
“L’Organizzazione Silenziosa: Azione e Significato” di
Dario
Romano, pubblicato dalle Edizioni Libreria Cortina nel
settembre 2006.
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Anno v° / Numero 06.3
/ OTTOBRE 2006
Serafino Balduzzi
“La Selezione di Stato”
Questo
contributo farà parte di una prossima pubblicazione, curata
da R. Zuffo, sulla storia del processo di selezione in
Italia.
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Anno v° / Numero 06.2
/ SETTEMBRE 2006
Luigi Ferrari
“Moneta
e Credito"
Luigi Ferrari,
Moneta e Credito in Luigi Ferrari, Dario F. Romano,
Mente e Denaro – Introduzione alla Psicologia Economica, Raffaello
Cortina Editore, Milano, 1999, pp 189-202.
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Anno v° / Numero 06.1
/ luglio 2006
Luigi Ferrari
“Moneta
e Credito"
Luigi Ferrari,
Moneta e Credito in Luigi Ferrari, Dario F. Romano,
Mente e Denaro – Introduzione alla Psicologia Economica, Raffaello
Cortina Editore, Milano, 1999, pp 189-202.
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Anno v° / Numero 05.6
/ Giugno 2006
Cesare Kaneklin
“Tra
passato e presente"
Cesare Kaneklin,
Tra Passato e Presente in: Riccardo G. Zuffo,
Taylor- Le origini dello Scientific Management e della Psicologia del
lavoro, pag XXII – XLII, Ed. Cortina Editore, Milano, 2004
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Anno v° / Numero 05.5
/ Maggio 2006
Kurt
Lewin
“La
realtà, l'irrealtà, il futuro"
Tratto da Kurt Lewin, “La teoria, la ricerca, l'intervento”, a cura di Francesco Paolo Colucci, Il Mulino, 2005, € 28.
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Anno v° / Numero 05.4
/ APRILE 2006
Francesco P. Colucci
“La teoria, la ricerca, l'intervento”.
Tratto da Kurt Lewin, “La teoria, la ricerca, l'intervento”, a cura di Francesco Paolo Colucci, Il Mulino, 2005, € 28.
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Anno v° / Numero 05.3
/ marzo 2006
Riccardo G. Zuffo
“Muensterberg e la
nascita della Business Psychology”.
Tratto da Riccardo G. Zuffo, “Il processo di selezione - Un
lungo percorso nella storia della psicologia del lavoro”, Il Tavolo di
Piero, Quaderni Telema, n° 2, pagg, 27-44, 2002.
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Anno v° / Numero 05.2
/ febbraio 2006
Riccardo G. Zuffo
“Spunti su job insecurity e crisi
della leadership”.
Di prossima pubblicazione in: Stefano Balduzzi (a cura di)
titolo provvisorio “Olismo e individualismo”.
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Anno v° / Numero 05.1
/ gennaio 2006
Riccardo G. Zuffo
“Il cacciatore, storia di Antonio
Perricone e di una merchant bank”.
Tratto da: Riccardo G. Zuffo (1999) “Qualità e valore
dell’impresa”. Consorzio Qualità, Assolombarda, Milano (pp 35 – 42).
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Anno Iv° / Numero 04.5
/ dicembre 2005
Roberta Bassi
Relazioni intergruppo ed unioni d’impresa.
Capitolo terzo dalla
tesi di Roberta Bassi in Psicologia del Lavoro, Facoltà di Psicologia,
Università Cattolica Milano: “Management, Risorse Umane e Gruppi nelle
Operazioni di Merger & Acquisition”
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Anno Iv° / Numero 04.4
/ novembre 2005
Aristide Saggino
Il problema dei tipi nella psicologia della
personalità.
Da Saggino A., “La
teoria dei tipi psicologici. Una verifica empirica”, Laterza, Bari, 2002.
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Anno Iv° / Numero 04.3
/ ottobre 2005
Cesare
Kaneklin
Ruolo e
professionalità del selezionatore oggi.
Da Zuffo R. G , Bassi
R., Mordocco E., Zanirato M.G., “Il processo di selezione - Un lungo
percorso nella storia della psicologia del lavoro”, Il Tavolo di Piero,
Quaderni Telema, 2002.
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Anno Iv° / Numero 04.2
/ settembre 2005
Riccardo G. Zuffo
Qualità e Valore dell’Impresa. Storie e metodi.
Storia di Giorgio Sommariva.
Consorzio Qualità, Assolombarda, 1999.
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Anno Iv° / Numero 04.1
/ luglio 2005
Riccardo G.
Zuffo
Donne e mondo del lavoro: il tempo del successo e quello della maternità.
Seconda Parte.
Da
Zuffo Riccardo G. (2003) “Il tempo del successo e quello della maternità:
discontinuità lavorativa, variabili psicologiche e organizzative". In “Il
tempo al femminile. Lavoro, Flessibilità e differenze di genere” a cura di
M.C. Bombelli, ETAS, Milano, pp. 205- 230
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Anno Iv° / Numero 03.6
/ giugno 2005
Riccardo G. Zuffo, Roberta Bassi, Elisa Mordocco,
Maria Grazia Zanirato
“Il processo di selezione - Un lungo
percorso nella storia della psicologia del lavoro".
Il Tavolo di Piero,
Quaderni Telema, 2002.
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Anno Iv° / Numero 03.5
/ maggio 2005
Riccardo G. Zuffo
Qualità e Valore dell’Impresa. Storie e metodi.
Storia di Franco Arquati.
Consorzio Qualità, Assolombarda, 1999.
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Anno Iv° / Numero 03.4
/ aprile 2005
Cesare
Kaneklin
Lavorare in gruppo oggi.
Da
Spunti - "Lavorare in gruppo oggi" (2001) Semestrale per la ricerca e
l'azione nelle organizzazioni, Febbraio 2001, anno III, Studio APS,
Milano, pp. 27- 48
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Anno Iv° / Numero 03.3
/ marzo 2005
Riccardo G. Zuffo
Donne e mondo del lavoro: il tempo del successo e quello della maternità.
Prima Parte.
Da
Zuffo Riccardo G. (2003) “Il tempo del successo e quello della maternità:
discontinuità lavorativa, variabili psicologiche e organizzative". In “Il
tempo al femminile. Lavoro, Flessibilità e differenze di genere” a cura di
M.C. Bombelli, ETAS, Milano, pp. 205- 230
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Anno Iv° / Numero 03.2
/ febbraio 2005
Da Zuffo Riccardo G., “Taylor. Le origini dello
Scientific Management e della Psicologia del Lavoro”, Raffaello Cortina
Editore, Milano, 2004
Prefazione al Volume
Di Aris Accornero |
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Anno Iv° / Numero 03.1
/ gennaio 2005
I
nuovi orizzonti dell’attracting
Intervista a Barbara Vailati (National Attracting
Recruitment Selection Manager – Unilever).
Realizzata da Roberta Bassi, Elisa Mordocco e Riccardo
G. Zuffo.
Da Zuffo R. G , Bassi R., Mordocco E., Zanirato M. G.,
“Il processo di selezione - Un lungo percorso nella
storia della psicologia del lavoro”, Il Tavolo di Piero,
Quaderni Telema, 2002. |
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