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Anno VI° / Numero 08.3 / ottobre 2007

 

L’ individuo senza soggetto: letteratura e lavoro postmoderno

 

Pubblichiamo in questo numero un lavoro di Stefania Resta, nel quale l’autrice sviluppa una riflessione circa l’utilità e la spendibilità della letteratura narrativa nell’approccio ai temi organizzativi. Viene proposta un’analisi di Mister Squishy, il primo degli otto racconti inclusi in Oblio di David Foster Wallace (Enaudi, 2004), da cui derivano alcune considerazioni sulla rappresentazione del lavoro postmoderno.

 

Stefania Resta, giovane psicologa e ricercatrice torinese, svolge attualmente la libera professione nell’ambito della consulenza e della formazione aziendale. La precedente laurea in Lettere Moderne la porta ad interessarsi al rapporto tra letteratura e lavoro, tema di ricerca che sta sviluppando in questi ultimi anni.

               

 

Entrare nelle organizzazioni passando attraverso l’individuo, attraverso i pensieri e le emozioni di chi le vede, di chi le vive.

L’utilizzo della narrativa nella lettura dei contesti lavorativi inizia ad avere una dignitosa tradizione: aiuta infatti a guardare, ed a vedere, l’organizzazione attraverso uno sguardo diverso, a cogliere i processi di costruzione di senso. Nel cuore delle opere letterarie, sostiene l’autrice, non troviamo solo il lavoro, le organizzazioni –con i rigorosi aspetti atomizzati delle scienze sociali-, ma una diversa complessità che riguarda anche e soprattutto l’uomo, con i suoi pensieri, il suo immaginario, le sue rappresentazioni e le sue emozioni.

In un’organizzazione postmoderna, dove i confini sono sempre meno definiti, dove interno ed esterno spesso si sovrappongono, dove ambiguità, incertezza e precarietà sono quotidiane, il ricorso alle rappresentazioni dei letterati può diventare uno strumento per avvicinarsi alla soggettività, ma anche ad una più profonda conoscenza delle dinamiche organizzative.

 

    

Ryo Nakanishi
Verde
Olio su tela, cm. 96 x 162

Milano, Collezione Riccardo G. Zuffo

 

 
   
   

 

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